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O Pelide, nera ombra
al fiume Tartaro
gettasti la tomba,
dura, o tu, di gloria faro
vana, perduta, muta.
E venisti caro compagno,
a la moira nera compiuta,
a Patroclo tuo compagno.
O Pelide, ombra tetra
dell'umano fallimento,
che abbandonò la cetra
e la breve vita ebbe a meta.
Non fosti tu punito,
di Eliseo o Acheronte
parla l'homo cupito
di speranza fonte.
Tartaro non fu, ne sarà mai
se non mente, sorgente de li umani guai